Galerina marginata

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Periodo di crescita : ( da Settembre a Novembre ) Alberi : ( Conifere ) Famiglia : ( Cortinariacee ) 

Cappello
        

Di dimensioni molto ridotte: 1,5-3 cm massimo; di forma conico-ottusa o più generalmente convessa, poi più espanso ed a volte quasi piano; poco carnoso, quando è umido assume una colorazione ocra scuro; a secco è giallo sporco. Presenta evidenti striature al margine.

Gambo 

Cilindrico, color ocra, fibroso; generalmente pruinoso al di sopra dell' anello, mentre al di sotto è di color ocra, presenta residui di velo di colore bianco sporco.

Lamelle 

Fitte, leggermente decorrenti oppure adnate, color occiola.

Carne  
Odore
Sapore

Esigua, delicata, color ocra. Odore di Farina

Anello

Membranoso, color ocra, esiguo.

Volva Non presente.
Habitat 

In boschi di conifere, sopra ceppaglie marcescenti oppure segatura; predilige le zone ricche di muschio; autunno.

  
NOTA : 

La Galerina marginata è uno dei funghi velenosi più pericolosi che esistano, perché i meno esperti lo confondono spesso con specie eduli che crescono cespitose appartenenti ad altri generi, come ad esempio i Pioppini e i Chiodini.
La tossina è termostabile, resistente dunque alla cottura, capace di provocare sindrome paraffalloidea.In un periodo variabile tra 6 e 18 ore dalla assunzione, in dipendenza dalla quantità ingerita, compare una sensazione di malessere o di nausea seguita dalla insorgenza di vomito e scariche alvine. La diarrea, talora sanguinolenta, può raggiungere la frequenza di una scarica ogni mezz’ora. Sono presenti anche dolori lombari e fascicolazioni muscolari. Al superamento della fase iniziale, con attenuazione dei sintomi gastro-intestinali, subentra attorno alla 36^-48^ ora, l’inizio dell’ interessamento epatico. Inizialmente l’epatite, non itterica, è documentabile solo attraverso la alterazione dei parametri ematici correlati alla funzionalità epatica che progressivamente  evolve verso la necrosi  dell’organo che porta all’ittero, alla insufficienza epatica e quindi, nei casi infausti, a coma e morte.

     VELENOSO   MORTALE

  micoweb - Galerina marginata 

Le radici degli alberi sono in grado di associarsi con alcuni funghi terricoli dando così luogo alle micorrize. I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, aiutandole ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo. Essi ricevono in cambio, materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine). Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta anche di cento volte la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice.