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( Tignosa di primavera ) | Periodo di crescita : | ( Maggio - Giugno ) | Alberi : | ( Quercia.Castagno.Carpino ) | Famiglia : | ( Amanitacee ) |
Cappello | Bianco o leggermente ocraceo al centro, leggermente vischioso, margine liscio e sottile, non striato, cuticola separabile. | | Gambo | Pruinoso in superficie, cilindricoclavato con evidente bulbo ovoide alla base avviluppato da una volva bianca sacciforme | | Lamelle | Bianche, fitte, adnate, con presenza di numerose lamellule tronche | Carne Odore Sapore | Bianca e tenera sul cappello, più fibrosa nel gambo. Sapore irrilevante un poco acre. Odore Insignificante, sgradevole negli esemplari adulti. | | Anello | Bianco, intero, persistente, cascante a gonnella, sistemato molto in alto. | | Volva | Globosa, molto grossa in rapporto alla dimensione del fungo da giovane, spesso completamente interrata. | | Habitat | Cresce nei boschi di latifoglie prediligendo querce, castagni, carpini, più raramente in quelli di | | | | | NOTA : | Molto simile alla Amanita phalloides, ma Primaverile e completamente bianca. A volte assume tonalità ocracea. Il nome specifico indica il periodo di crescita di questo fungo mortale, che predilige climi caldo- umidi; è presente, anche se non molto diffuso nei paesi dell'area mediterranea, raro nel centro nord Europa. Questa specie è stata nel tempo ed ancora oggi diversamente interpretata, chi la vuole come una forma bianca dell'A. phalloides, chi la sinonimizza con A. virosa; oggi la maggioranza dei micologi la considera come entità specifica. L'habitus bianco e le dimensioni abbastanza contenute possono ricordare funghi commestibili dei generi Agaricus, Macrolepiota, Leucoagaricus (generi però senza volva!); pertanto si consiglia di non fare mai delle determinazioni basate su pochi caratteri, ma di verificare sempre la presenza di tutti quelli che definiscono con certezza un genere ed una specie. La sua crescita prevalentemente primaverile la rende pericolosa per la presenza di Agaricus precoci. | | | VELENOSO MORTALE |
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Le radici degli alberi sono in grado di associarsi con alcuni funghi terricoli dando così luogo alle micorrize. I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, aiutandole ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo. Essi ricevono in cambio, materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine). Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta anche di cento volte la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice. |
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