Notizie Flash
Primi casi di intossicazione

 

Modena, 7 ottobre 2009
Con l’esplosione dei funghi, arrivano anche i primi casi di intossicazione.
Una decina quelli verificatisi nel modenese, nelle zone di Pavullo, Sassuolo, Vignola e Carpi, con persone  che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari dei rispettivi pronto soccorso. I tipici sintomi lamentati sono di tipo gastrointestinale. I maggiori incriminati in questo periodo sono due funghi tossici: l’Entoloma sinuatum (o Entoloma Livido), un bel fungo carnoso, ma non commestibile, e l’Omphalotus olearius conosciuto anche come fungo dell’olivo. Non è difficile confondere l’Entoloma sinuatum con la Lepista nebularis (conosciuto come Fungo delle nebbie o Agarico nebbioso).

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Funghi : nascita inferiore alle aspettative

Funghi: nascita inferiore alle aspettative, ma costante
Gli esperti richiamano l'attenzione sui funghi non commestibili.
Negli ultimi giorni più persone sono finite al pronto soccorso
Pubblicato il 07/10/2009 12.22.20


AREZZO - Era stata preannunciata come una raccolta eccezionale di funghi quella di questo inizio autunno. E forse, così non è stato - colpevole il vento e la siccità - ma stando a quanto dicono gli esperti, la crescita di funghi nei nostri boschi, seppure a rilento, continuerà ancora.

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Sarà un fungo a riforestare il pianeta

Secondo una ricerca della Cornell University i funghi favoriscono la ricrescita degli alberi 
11 settembre 2008. La presenza di funghi nelle foreste tropicali è capace di accelerare decisamente la crescita delle piante arbusti o alberi che siano. E’ questa la notizia che fa tirare un sospiro di sollievo (e di aria pura) a tutti i cittadini del mondo. Infatti grazie a questo esperimento portato a termine dalla Cornell University di New York si offre una speranza a tutte le foreste “polmoni del mondo” che subiscono una indiscriminata deforestazione. Laura Aldrich-Wolfe, ricercatrice americana del dipartimento di ecologia e biologia dell’evoluzione ha valutato con una nuova tecnica molecolare, l’influenza di funghi simbiotici nella ricrescita e nella riforestazione di aree deturpate del sud del Costa Rica. L’esperimento è avvenuto grazie a vegetali il cui apparato radicale vive in simbiosi con i funghi. Mettendo a dimora numerose Thunbergia grandiflora rampicante erbaceo che sopporta anche climi

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Presenza di fungo velenoso nei boschi altoatesini

L'Assessorato provinciale alla sanità, in collaborazione con gli esperti, segnalano in numerosi boschi di abete rosso dell’Alto Adige la ricca e preoccupante presenza del fungo Cortinarius speciosissimus, che può distruggere irreversibilmente i reni.

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Cacciatore spara e uccide cercatore di funghi
Gavirate - Domenico Casale, 57 anni, lascia la moglie e un figlio. E' morto prima dell'arrivo dei soccorsi

Tragedia nei boschi di Falmenta, in alta Valle Cannobina. Domenica mattina, un cacciatore di Falmenta, ingannato dal fruscio delle foglie, ha esploso un colpo in un cespuglio ed ha colpito a morte un cercatore di funghi, Domenico Casale, 57 anni, di Gavirate. L'uomo, in pensione, appassionato cercatore di funghi aveva una casetta in Valle Cannobina e spesso ci andava con amici e parenti. Domenica si trovava lì con il figlio e il cognato. Colpito alla spalla Domenica Casale è morto prima che gli uomini del Soccorso Alpino di Valle Cannobina lo raggiungessero. L'elicottero del 118 ha potuto solo trasportare il corpo a valle e poi all'ospedale di Verbania. Sulla dinamica dell'incidente stanno indagando i carabinieri di Cannobio che hanno interrogato a lungo il cacciatore, un uomo di 53 anni.
Casale viveva nella frazione di Fignano, in via Bernacchi 10, e prima di andare in pensione aveva lavorato allo scatolificio Imbal di Bardello. 

Lunedi 6 Ottobre 2008

 
Pleurotus ostreatus gigante

Un grande esemplare del fungo Plerotus ostreatus Kummel è stato ritrovato nei giorni scorsi in una villa di Mesagne in contrada Manfredonia. Il fungo comunemente chiamato orecchione, oltre a crescere spontaneo viene commercializzato in tutto il mondo. Le misure di questo esemplare sono straordinarie ha un diametro di 54 cm e pesa 5 chili. Il gruppo Micologico naturalistico Claudio Dipietrangelo di Mesagne considera il ritrovamento una cosa eccezionale, visto la crescita atipica, normalmente infatti, il fungo cresce su tronchi di alberi questo invece si trova su un prato inglese. Sembrerebbe proprio che la risposta sia da ricercare nel terriccio di importazione.

Testo dal tg di Puglia tv del 20/02/07
FONTE: http://www.pugliatv.com

 
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