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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
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CACCIATORI DI FUNGHI

Presenza di fungo velenoso nei boschi Altoadesini

L'Assessorato provinciale alla sanità, in collaborazione con gli esperti, segnalano in numerosi boschi di abete rosso dell’Alto Adige la ricca e preoccupante presenza del fungo Cortinarius speciosissimus, che può distruggere irreversibilmente i reni.

Lo stesso fenomeno si era verificato nel 1995, quando in Regione si erano verificati complessivamente 8 casi di intossicazione con gravi danni renali. L'Assessorato provinciale alla Sanità sottolinea che in occasione di escursioni effettuate da esperti nei boschi umidi di abete  rosso, è stata notata la diffusa presenza, con centinaia di esemplari nei vari gradi di maturazione, del il temuto fungo potenzialmente velenoso mortale, Cortinarius speciosissimus (orellanoides) che contiene una pericolosa tossina renale. È un fungo a lamelle, di colore arancio o rosso-brunastro, dotato di un umbone appuntito al centro. Date le gravi ed irreversibili lesioni renali, l’intossicazione da Cortinarius speciosissimus richiede spesso un trattamento urgente in emodialisi e, in un momento successivo, il trapianto di rene. Il fungo Cortinarius speciosissimus, che cresce soprattutto in boschi umidi di abete rosso su tutto il territorio provinciale, molto diffuso proprio in questi giorni, e la specie molto simile, il Cortinarius orellanus, che cresce soprattutto in boschi asciutti di latifoglie, dell’Oltradige e della Bassa Atesina,  possono essere scambiati dai raccoglitori inesperti soprattutto con le seguenti specie commestibili: Chroogomphus rutilus che cresce sotto i pini ed il Chroogomphus helveticus, che invece cresce in boschi umidi sotto gli abeti rossi, spesso in presenza di piante di mirtillo rosso. Entrambi sono chiamati Chiodello e Chiodetto e vengono consumati specialmente in Trentino ed in Veneto. Oltre al Cortinarius speciosissimus, nei nostri boschi ci sono anche altre specie velenose che i raccoglitori inesperti possono scambiare con funghi commestibili e correre gravi pericoli: l’Amanita phalloides (Tignosa verdognola o ovulo malefico) è caratterizzata da un cappello di colore verdastro-brunastro e da lamelle bianche. Il gambo è dotato di un anello, mentre alla base è circondato da una volva che vagamente ricorda la pelle di un uovo. La stessa specie fungina può avere anche un cappello bianco. In questo caso si tratta dell'Amanita phalloides, forma alba, che, da parte degli inesperti, può ancora più facilmente essere scambiata con i prataioli bianchi commestibili e, quando è in forma di ovulo, con l’ovulo buono (Amanita cesarea).  Causa una grave lesione al fegato. L'Amanita virosa, invece, ha un cappello biancastro, è molto simile al primo e da gli stessi sintomi. Nei casi di intossicazione particolarmente gravi come l’epatite fulminante la vita può essere salvata solo attraverso un trapianto di fegato urgente. Il Tricholoma pardinum (agarico tigrato) è un fungo a lamelle, carnoso, in genere (ma non sempre) coperto di squame grigio-brunastre su sfondo più chiaro. La carne è bianca o grigiastra, con un forte odore di farina. Il fungo può essere scambiato con altre specie commestibili, in particolare con il Tricholoma terrerum (Moretta) o altre specie commestibili appartenenti a tale genere. L’Assessorato alla Sanità raccomanda di raccogliere solo i funghi conosciuti molto bene, nel pieno rispetto della normativa provinciale e di non raccogliere mai funghi sconosciuti o poco noti. Coloro che vogliono far controllare i propri funghi raccolti, possono rivolgersi agli Ispettorati micologici dei Comprensori sanitari presso i Servizi di Igiene e sanità pubblica: Comprensorio sanitario di Bolzano: via Amba Alagi 33 tel. 0471 909223, Comprensorio sanitario di Merano: via Goethe 7 tel. 0473 222534, Comprensorio sanitario di Bressanone: via Dante 51 tel 0472 812480, Comprensorio sanitario di Brunico: vicolo dei Frati 3 tel. 0474 586530