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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
Scopri come si chiamano i funghi che trovi nel bosco.Ti aiuteranno Micologi e fungaioli superesperti!
PRIMI PASSI NEL MONDO DEI FUNGHI
Un guida pratica,per principianti (e non), nell'introduzione al mondo fantastico dei funghi...
ERBE, FIORI, FRUTTI E PIANTE DEL BOSCO
Condividi l'esperienza del ritrovamento di ogni erba,fiore, frutto o pianta che incontri nelle tue passeggiate nel bosco!
LA PESCA IN MARE E IN ACQUA DOLCE
Le avventure di pesca dei fungaroli / pescatori! Prede e tecniche di pesca.
LE NOSTRE ESCURSIONI A FUNGHI
Le avventure escursionistiche di "Caccia al fungo" con i nostri amici del Forum!
VIDEO SCHEDE FUNGHI
Le schede dei funghi trattati, sono tutte arricchite da un video in HD, girato nel bosco. micologia e natura
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CACCIATORI DI FUNGHI

Cercatori di Funghi dispersi


Cercatori di funghi, lunga lista di dispersi:
i consigli per le escursioni

Squadre di soccorso in emergenza per recuperare i fungiatt che si perdono. Ecco le dritte della Protezione civile per una gita senza problemi

Un cercatore di funghi all'opera
Un cercatore di funghi all'opera

di Claudio Perozzo
Laveno Mombello, 8 ottobre 2013 - Era stato anche il sindaco di Laveno Mombello Graziella Giacon a sollecitare la posa di una opportuna segnaletica sui sentieri montani del Sasso del Ferro, sopra la cittadina lacustre, teatro di troppi incidenti e ricerche di escursionisti dispersi. Finalmente dopo mesi di attesa i cartelli sono stati consegnati alla protezione civile lavenese che il primo fine settimana di bel tempo li porrà in opera.Sono saliti a intanto 19 in questo fine settimana gli interventi di soccorso in montagna a causa dei cercatori di funghi ed escursionisti in difficoltà, una situazion che purtroppo vede anche 4 morti fra la sponda lombarda, quella piemontese e il Canton Ticino. Va subito detto che in tutti questi casi a volte si registrano situazioni imprevedibili, veri e propri incidenti di percorso che tuttavia invitano a non sottovalutare l’ambiente montano, spesso pieno d’insidie e di zone impervie e non certamente adatte a scampagnate e a gite.

 

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Dopo i cinghiali radioattivi controlli su lepri caprioli e funghi


Dopo i cinghiali radioattivi,
controlli su lepri, caprioli e funghi
13 Marzo 2013
Il caso dei 27 esemplari positivi al cesio in Valsesia. Ma ora l'allarme si estende anche al Monferrato. E ad altri animali e piante boschive. I cacciatori della Valsesia offrono la loro collaborazione e forniranno nuovi campioni ai Nas Si sono estesi anche ai cinghiali della provincia di Asti, nel Monferrato, i controlli sulla radioattività che hanno portato a scoprire valori anomali sui capi abbattuti in Valsesia. "Ma non vogliamo creare allarmismi", ha spiegato il veterinario provinciale, Fulvio Brusa, che ha disposto controlli anche su lepri, caprioli, funghi, tartufi e mirtilli. Analoghi controlli sulla selvaggina, ma anche su latte, formaggi, frutti di bosco erano già stati previsti nei giorni scorsi sia nelle zone della Valsesia dove per primi sono stati trovati i cinghiali "al cesio" che in altre aree dell'arco alpino tra le più contaminate dagli effetti di Chernobyl.

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Primo avvelenamento 2012

Corriere della Calabria
lunedì, 24 aprile 2012

Cronaca

Tre persone avvelenate da funghi, grave una donna.
Amanita vernaAvrebbero mangiato una Amanita verna (spesso confusa con il comune "prataiolo"), ora sono ricoverati all'Annunziata. L'episodio a Rose, nel Cosentino. La "Amanita verna" è un fungo velenoso considerato mortale.
COSENZA Tre persone sono rimaste avvelenate, una delle quali in modo molto grave, dopo avere mangiato funghi. L'episodio è accaduto a Rose, nel Cosentino. I tre avvelenati, una donna di 45 anni, che è la più grave, il figlio di 14 ed il padre di 79, sono stati ricoverati nell'ospedale Annunziata di Cosenza. Nell'ambito delle indagini sono intervenuti due micologi dell'Azienda sanitaria, Ernesto Marra e Orlando Marsico, secondo i quali i tre avvelenati hanno consumato il fungo Amanita verna. L'Amanita verna è un fungo mortale primaverile appartenente alla famiglia delle Amanitaceae che causa ogni anno un numero non indifferente di avvelenamenti in quanto sistematicamente confuso con il comune "prataiolo". Infatti i raccoglitori più inesperti spesso hanno la cattiva abitudine di raccogliere i funghi recidendo il gambo: così facendo non si accorgono della volva, che in questa specie è completamente "interrata" e quindi non visibile, nonostante sia piuttosto grossa e vistosa; vedendola, si renderebbero conto che non si tratta di un innocuo e prelibato Agaricus commestibile. Per molto tempo è stata considerata una semplice variante decolorata di Amanita phalloides mentre vi sono invece vari caratteri che la distinguono da essa.

 
Tromba del Diavolo, Noce metella


venerdì 28 giugno 2013
Era Datura Metel la pianta che a Torino ha avvelenato quattro persone
I biologi che hanno analizzato la pianta hanno dato il loro responso. Ad intossicare gravemente quattro persone che l’avevano mangiata cucinata dalla nonna, è stata la Datura Metel. Si tratta di una pianta parente della melanzana e della belladonna (per questo la prima ipotesi era che si trattasse proprio di quest’ultima), dalle proprietà tossiche e allucinogene conosciute fin dall’antichità. La Datura Metel, conosciuta come “noce metella” o “tromba del diavolo” ha origini presumibilmente in India ma oggi è molto diffusa anche nel bacino del Mediterraneo, in Italia si trova in natura in Sicilia, Sardegna e Calabria. La signora però l’aveva coltivata sul balcone ed ora bisognerà capire come è arrivata in possesso dell’anziana donna. Intanto le quattro persone intossicate sono ancora ricoverate in prognosi riservata, due di loro sembrano più gravi.

 
Funghi, arriva la stagione e… le intossicazioni


Raccogliere e consumare funghi in sicurezza con le indicazioni del Ministero della salute
29/08/2012
Arriva la stagione dei funghi e sono in molti che, anche solo per un’occasione di una gita fuoriporta, si cimentano nell’arte della raccolta di queste prelibatezze di natura che, tuttavia, possono nascondere seri pericoli.I rischi cui si va incontro con una raccolta e poi consumo sconsiderato dei funghi vanno dalla “semplice” intossicazione finanche alla morte. Improvvisarsi esperti dunque non è la strada migliore da seguire. Così, per aiutare tutti coloro che intendono cucinare quanto raccolto nei boschi, il Ministero della salute ha predisposto tutta una serie di servizi e opuscoli scaricabili gratuitamente.L’iniziativa del Ministero nasce a seguito delle diverse segnalazioni ricevute dal Centro Antiveleni (CAV) di Milano. Gli esperti del CAV hanno evidenziano come negli ultimi due anni ci sia stato un aumento delle richieste di consulenza che sono state fornite, sia per telefono che in sede, a pazienti coinvolti in presunte o reali intossicazioni da funghi. A molti di questi soggetti è stato anche necessario prestare le specifiche cure. Le manifestazioni determinate dai funghi tossici – avvertono dal Ministero – spesso possono essere confuse con sindromi influenzali e vengono trattate come tali, in genere con un pericoloso ritardo nella impostazione della terapia adeguata.

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A rischio la raccolta Funghi Autunno 2011

13 Settembre 2011

L’altra faccia della medaglia e che – sottolinea la Coldiretti – sembra proprio avvalorarsi quest’anno quell’antico proverbio popolare che dice “pochi funghi (per mancanza di pioggia), tanta uva bella e tanto buon vino (per tanto sole prolungato)”. Le attuali condizioni climatiche non aiutano infatti la nascita dei funghi che per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali – precisa la Coldiretti – terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all´interno del bosco.

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