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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
Scopri come si chiamano i funghi che trovi nel bosco.Ti aiuteranno Micologi e fungaioli superesperti!
PRIMI PASSI NEL MONDO DEI FUNGHI
Un guida pratica,per principianti (e non), nell'introduzione al mondo fantastico dei funghi...
ERBE, FIORI, FRUTTI E PIANTE DEL BOSCO
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LA PESCA IN MARE E IN ACQUA DOLCE
Le avventure di pesca dei fungaroli / pescatori! Prede e tecniche di pesca.
LE NOSTRE ESCURSIONI A FUNGHI
Le avventure escursionistiche di "Caccia al fungo" con i nostri amici del Forum!
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Le schede dei funghi trattati, sono tutte arricchite da un video in HD, girato nel bosco. micologia e natura
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CACCIATORI DI FUNGHI

Funghi tutto l'anno

GENNAIO

E' sbagliato pensare che in questo mese il bosco sia del tutto dormiente, specialmente se le temperature sono state miti (in relazione alla stagione ovviamente). Se poi ci spostiamo verso la costa le probabilità aumentano in modo esponenziale. Anche di Inverno, la pioggia sarà sempre la benvenuta e, in parte, anche la neve che, tra l'altro, rimane sempre il sistema migliore per la distribuzione e il reale assorbimento dell'acqua nel terreno. Quello che non ci dovrebbe essere mai, è sicuramente il vento freddo di Tramontana, che comprometterebbe sicuramente il numero delle possibilità di piacevoli incontri. Sui tronchi in disfacimento possiamo trovare l'Auricolaria auricola judae (Orecchio di Giuda) ed il Pleurotus ostreatus (Gelone), già il nome comune la dice lunga sul periodo di possibile ritrovamento, ma non è infrequente trovare anche Galletti (Cantharellus cibarius) e Steccherini (Hydnum repandum). Abbarbicata a qualche Pioppo (o anche Olmo) incontreremo sicuramente la Flammulina velutipes, bella a vedersi, ma di scarso pregio gastronomico. Per essere un mese snobbato dai fungaioli, non c'è male!


FEBBRAIO

Mese di transizione. In giro ci sono ancora Pleurotus e Auricolaria, ma è sicuramente più difficile incontrarli. Negli ultimissimi giorni del mese, nel caso di condizioni climatiche molto miti, per il sopraggiungere di Primavere veramente precoci, con lo scioglimento delle nevi, sotto le foglie pregne di acqua, al riparo di qualche tronco caduto, nei boschi misti di Abete bianco e Faggio, con una buona dose di fortuna, potremmo imbatterci in qualche Marzuolo (Hygrophorus marzuolus).


MARZO

Il Marzuolo (Hygrophorus marzuolus), è il re incontrastato di questo periodo. Ben nascosto sotto le foglie umide, spesso al riparo dei tronchi e dalle pseudo-macchie, formate dai giovanissimi Abeti, nascosto che di più non si può, è il momento dell'Hygrophorus marzuolus, lo splendido fungo del colore del piombo e le candide lamelle. In questo mese assistiamo ai primi tentativi di risveglio, da parte del bosco, che si stiracchia e sbadiglia, dopo i rigori invernali. Verso la fine del mese, in pianura, dove il clima sarà stato particolarmente favorevole, si potranno iniziare a vedere, tra le Rosacee, anche i primissimi Prugnoli (Calocybe gambosa) e qualche Marasmius oreades (Gambesecche). In qualche fossato, al riparo del vento fastidioso, possiamo incontrare le prime Verpe e, nelle zone costiere, sotto le piante di Erica e di Ginepro, potranno affacciarsi le primissime Morchelle coniche. Tra i Pioppi e i filari di qualche vigna, nelle zone sabbiose percorse da "rigagnoli" d'acqua, vedremo anche le Mitrofore. Tra i ceppi di Latifoglie, invece, la nostra costanza, potrà essere premiata con l'incontro dell'Agrocybe aegerita.


APRILE

Nei primissimi giorni di questo mese, sarà una sola, la regina incontrastata del bosco, la Morchella gialla (Morchella esculenta). Sotto gli Olmi o i Frassini, che cominciano a tingersi di verde per la nascita delle nuove foglie, a gruppi numerosi, si presenterà all'appello, puntuale e misteriosa. Con la comparsa della Morchella la "febbre" comincia a salire, tanto da sollecitare l'aiuto di San Giorgio. Un detto contadino recita : "... ad Aprile mette le foglie pure il badile", ed è vero. In questo mese, la campagna, si avvia a grandi passi verso la sua trasformazione definitiva, iniziata nel mese precedente, ora tutto è verde e colorato e, mentre l'Inverno sembra così lontano, tra i biancospini, le rosacee e là, nei prati, dove l'erba, inspiegabilmente, assume una tonalità più scura, formando i "cerchi delle streghe" o sciogliendosi lungo una linea a zig zag, ecco che fa la sua comparsa il fungo di San Giorgio, il Prugnolo... la Calocybe gambosa. Non è facile trovarlo, ma una volta individuato, rimarrà per sempre fedele nelle stazioni di crescita. Apritevi un varco (magari con una forbice da potatura) tra i rovi di Rosacee e cercatelo lì, nel centro, dove quell'intricato contorcimento di rovi puncicanti, allenta la presa, lasciando uno spazio d'aria, sotto il quale, protetti dalle foglie secche, stazionano i nostri amici. Sarà come trovare un tesoro che profuma di bosco e primavera! In questo periodo saranno ancora disponibili i nostri amici Pioppini.


MAGGIO

Mese di transizione. Ancora Morchelle e Prugnoli, ma si deve salire un pò di quota. E' il momento della comparsa dei tanto attesi Boleti. Pinophilus ed aestivalis, questi i primi attori della commedia della Natura che si addentra sempre di più, nel vivo del risveglio. Cerchiamoli nelle zone più aperte, dove il Sole può alzare agevolmente la temperatura locale, cerchiamo sotto i Mirtilli il primo e vicino ai Castagni secolari il secondo, cerchiamoli in collina. Dovremo accontentarci però, perchè queste prime apparizioni, saranno di breve durata e, i nostri amici, avranno, quasi sicuramente, "ospiti". Nei prati farà la sua prima comparsa il Coprinus comatus (Cantoniere) e qualche Russula non disdegnerà di farsi vedere, magari la Vesca che è più precoce. Nelle Pinete si vedono le prime Morette (Tricholoma terreum). Sopratutto nel Sud dell'Italia, si potrà trovare il Pleurotus eryngii, che alberga sotto le piante della Ferula (Finocchio selvatico).


GIUGNO

All'inizio del mese, quasi sicuramente, l'aestivalis, risentirà ancora dell'aria di Maggio e ospiterà ancora qualche bestiolina, mentre il pinophilus, più in quota, sarà ancora presente tra gli Abeti rossi ed i cespugli di Erica. Sempre in quota, nelle Faggete, ancora Porcini, ma anche Clitocybe gibba (imbutino) e, tra i Larici qualche pinarolo. Ma è nella seconda parte del mese che il Fiorone (Boletus aestivalis), da il meglio di se. Cerchiamolo sempre nelle zone più aperte, nelle radure, al margine del bosco, sotto le Latifoglie secolari... e saprà darci indimenticabili soddisfazioni. Occhio anche alla "spia", che oltre ad essere un "delatore" è anche un protagonista gastronomico che ricorda il Prugnolo (per l'odore), mi riferisco al Clitopilus prunulus. Oramai ci siamo, Amanita rubescens e vaginata si incontrano sempre più spesso, mentre le Russule cominciano a prendere possesso del territorio. La dove il fresco e l'umido, la fanno da padroni, nei canaloni, lungo le zone più ripide, arriva il magnifico Galletto (Cantharellus cibarius). Costante nelle stazioni di crescita, al contrario del Porcino, non ha mai ospiti in casa. Nelle zone costiere, nelle tipiche pinete, arrivano le Morette (Tricholoma terreum), che ci terranno compagnia fino all'Autunno inoltrato. Per gli amanti della musica, a fine mese un piacevole incontro, qualche mazza di Tamburo.

 

LUGLIO

Questo è il mese della "danza della pioggia". Dobbiamo augurarci, anche se ci piace andare al mare, che qualche bella giornata sia "rovinata" (dipende dai punti di vista, per mia moglie lo sarebbe senz'altro) dalla pioggia che, con il caldo oramai a livelli alti, produrrebbe "buttate" importanti di Boletus aestivalis. Questo indistintamente dalla pianura alla collina, dove incontreremo, sicuramente, anche le Mazze di Tamburo (Macrolepiota procera). Naturalmente, anche a quote superiori l'acqua è importante, ma, intorno ai 1000 metri, quella pioggerellina fitta fitta, tipica della montagna, si presenta, anche se per breve tempo, quasi tutti i pomeriggi. Risulterà quindi evidente che, nel caso di scarse precipitazioni in pianura, in questo periodo, converrà, sicuramente, spostarsi in montagna, tra i 1000 e i 1300 metri s.l.d.m.. Verso fine mese potrebbe essere una buona mossa visitare qualche fresca Faggeta, che potrebbe rivelarsi un vero spettacolo, oltre che per i Boleti, anche per le Russule. Naturalmente, nelle zone umide, saranno presenti anche i nostri amici Galletti (Cantharellus cibarius e affini). In questo periodo, più in basso, potrà cominciare a fare la sua comparsa l'Ovolo buono, l'imperatore : Amanita caesarea. Cercatela tra i Castagni e le Querce, nelle zone più calde, assolate. Assieme all'Ovolo fruttificano anche molte altre Amanite commestibili (Crocea, Vaginata ecc.). Sempre le solite Morette tra i Pini.

 

AGOSTO

Faccio contenta mia moglie e me ne vado al mare! Con la secca desolazione che pervade il bosco, conviene lasciar stare. In questo mese, almeno in pianura e mezza collina, i Funghi, prendono armi e bagagli e se ne vanno in ferie. Non lo considererei un fatto proprio negativo, con tutta l'umidità presa nel bosco nei mesi precedenti, un pò di sole farà sicuramente bene alle sollecitatissime articolazioni. Ma se piove... eh, se piove bene, si lascia il mare, si lascia tutto e si corre nel bosco (non prima di una settimana dalla precipitazione però), per godere dello spettacolo inebriante, di una fruttificazione di massa senza precedenti dei più belli e gastronomicamente importanti!! Boletus aereus, Boletus aestivalis, Amanita caesarea e, nelle zone più fresche, gli immancabili Galletti. La buttata sarà generale e, con i sopracitati, fruttificheranno molti altri, si fa per dire, meno nobili, come la Macrolepiota procera, molte Russule, i primi Leccinum ecc. Ma ad Agosto si sa... non piove quasi mai o, almeno, non a sufficienza, per una efficace sollecitazione del micelio in attesa. Se non si vuole precipitare in una devastante "crisi di astinenza" consiglio 15 g.g. (nella seconda metà di Agosto) nel Trentino. Nei boschi d'alta quota, c'è da divertisi!!

  

SETTEMBRE

Questo mese è stato sempre considerato il “mese da funghi” per eccellenza, ma io sono convinto che non sia più così, credo che oggi, il mese più prolifico sia Ottobre, almeno nel centro Italia. Penso questo perchè, sempre meno spesso, nella seconda parte di Agosto si hanno precipitazioni significative, cosa che succedeva puntualmente molti anni fa. Rimane comunque un buon mese per i funghi, siccità a parte, e, quando le condizioni sono ottimali, non smentisce la vecchia idea di un mese molto proficuo. A cominciare dai Boleti (aereus e aestivalis), si hanno fioriture importanti in special modo, a inizio mese e alle quote più alte, tra i Faggi, mentre nei boschi di Aghifoglie, arriva la Finferla (Cantharellus lutescens), un fungo molto comune e ricercato in alta Italia. Per la pianura, molto spesso, si deve aspettare che passi la prima metà del mese, per vedere qualcosa. In questo periodo fioriscono Galletti e Russule. E' questo il periodo principe della Amanita caesarea e del Boletus aereus. Naturalmente la Mazza di Tamburo sarà sempre presente, come del resto anche le Morette (Tricholoma terreum), così come, in quota, tra Abete bianco, Abete rosso e Pinus, faranno la loro prima comparsa i Lactarius : Salmonicolor e Deterrimus. Abbarbicata ai tronchi di Castagno e Quercia, ci sberleffa la Lingua di bue (Fistulina epatica).

 

OTTOBRE

Mentre alle quote più alte, il progressivo diminuire della temperatura, comincia a bloccare le fioriture, in pianura si vive un momento di escalation. E' questo il periodo più importante, nel quale viene confermata ancora una massiccia presenza di Boletus e la new entry dei Leccinum, dall'aurantiacum al duriusculum, sotto Betulle e Pioppi. Se la stagione fosse particolarmente mite e senza eccessi di acqua, troveremmo ancora ed in buona quantità, la Amanita caesarea, specialmente sotto Quercia. Ancora ben presenti i Galletti e le Mazze di Tamburo, mentre le Fistulina epatica, continueranno imperterrite a farci "linguacce" dai tronchi di Castagno e Quercia. Nei boschi di Pinus in pianura, o in quota, nelle Abetaie, imperversano i Sanguinelli (Lactarius sanguifluus e delicious). Ci sono ancora le Russule e arrivano anche gli Steccherini (Hydnum repandum). Verso la fine del mese compariranno le Trombette dei morti (Craterellus cornucopioides, Cantharellus cinereus). Costante la presenza dei Chiodini. Tra i Pini marittimi esplodono i Pinaroli (Suillus granulatus) e le Morette (Tricholoma terreum).

 

NOVEMBRE

Ora, trovare qualche Porcino, diventa veramente arduo, qualche Leccinum resiste, insiste la Famigliola (Armillaria mellea). Chi la fa da padrone, poichè siamo nel mese dei morti, sono le Trombette, che si trovano nel loro periodo di maggior diffusione. In ambiente costiero è decisamente il momento di un altro soggetto importante, il Principe della Lecceta : Il Leccinum lepidum, detto anche "Porcino d'inverno" poichè ricorda molto, se non proprio nel sapore, ma nelle forme, il suo parente più prossimo. Sempre nelle zone marittime, sotto pinus, continuano a fruttificare i Sanguinelli ed i Galletti, con la discreta presenza delle Morette (Tricholoma terreum) e dei Lardaioli (Hygrophotus russula) e ancora qualche Pinarolo (Suillus). Lontano dal mare, invece, abbarbicato al tronco di quercia, verso la fine del mese, farà la sua apparizione il Pleurotus ostratus (Orecchione, Gelone) e, sui tronchi in disfacimento : l'Auricolaria auricola judae.

 

DICEMBRE

E' evidente un sensibile rallentamento generale, ma nelle zone costiere, c'è ancora da divertirsi. In mezzo alle Leccete assolate, continua a prolificare il Leccinum lepidum e, almeno fino alla metà del mese, tra i Pini, potremo raccogliere i Sanguinelli e le ultime Morette. In pianura o a mezza collina, tra i tronchi di Quercia abbattuti, aumenta il Pleurotus ostreatus con l'Auricolaria auricola judae.