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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
Scopri come si chiamano i funghi che trovi nel bosco.Ti aiuteranno Micologi e fungaioli superesperti!
PRIMI PASSI NEL MONDO DEI FUNGHI
Un guida pratica,per principianti (e non), nell'introduzione al mondo fantastico dei funghi...
ERBE, FIORI, FRUTTI E PIANTE DEL BOSCO
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LA PESCA IN MARE E IN ACQUA DOLCE
Le avventure di pesca dei fungaroli / pescatori! Prede e tecniche di pesca.
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Le avventure escursionistiche di "Caccia al fungo" con i nostri amici del Forum!
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Le schede dei funghi trattati, sono tutte arricchite da un video in HD, girato nel bosco. micologia e natura
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CACCIATORI DI FUNGHI

Funghi invernali

 

Gennaio, potrebbe sembrare un mese inutile al cercatore di funghi occasionale o, per quelle persone (sempre cercatori occasionali) che ritengono che valga la pena di andare a funghi, solo nei mesi canonici : Giugno/Luglio e Settembre/Ottobre. Quelli come noi, invece, divorati dalla passione, sanno bene quanto possa essere interessante questo freddo mese. Per il vero appassionato, non esiste il fermo, gira che ti rigira, trova funghi in tutto il periodo dell'anno. Nelle aree pianeggianti e meno fredde qualcosa fa sempre capolino tra l'erba o ammicca dal tronco di un albero. Comunque é da sapere che, Gennaio, é un mese importante per la germinazione degli embrioni del fungo nel terreno, che é regolata dal con il suo clima mediamente umido e con un soleggiamento medio intorno ai 15gg. Nel corso di questo mese, la giornata di luce, guadagna poco più di 50 minuti e 2 gradi in più di temperatura. Febbraio, il mese più corto, ma con una maggiore vivacità atmosferica, rispetto a Gennaio, poiché molto spesso é protagonista di marcate variazioni di temperatura con la comparsa, nemmeno troppo di rado, di precipitazioni nevose anche in pianura. Il soleggiamento medio é quello stesso del mese precedente : 15 gg., ma con una maggiore umidità. Nel corso di questo mese la luce si appropria di un altra ora e 20 minuti, rispetto alla notte e la temperatura media dell'aria si innalza di altri 3 gradi.

 

IL GELONE (Pleurotus ostreatus)

Quando ormai quasi nessuno pensa di avventurarsi nel bosco, a causa del freddo intenso e la desolazione di un paesaggio conosciuto e vissuto d'estate o tra i rossi aranciati dell'Autunno, quando ormai di funghi non sembra essercene più nemmeno l'ombra, lui invece, é lì, imponente, prorompente...quasi sapesse di essere uno dei pochi in attività, per rappresentare la "razza"fungina in questo periodo. Lui, il Gelone, l'Orecchione, l'Ostrica... il Pleurotus ostreatus. E'un parassita saprofita che cresce per tutto il periodo invernale, generalmente su latifoglia, su legno morto (o anche vivo) di Pioppo, Salice, Gelso, sulle travature delle cantine e sul legname da costruzione, cresce praticamente ovunque ci sia legno da colonizzare. Si trova isolato o più frequentemente a gruppi anche cespitosi che formano la tipica cascata con i cappelli posizionati a mensola. Il fatto che cresca nella "brutta" stagione però, ha i suoi lati positivi, poiché, non essendoci altri funghi in questo freddo periodo, le possibilità di cadere in errore sono molto remote. Gastronomicamente molto versatile, si presta molto bene alla coltivazione, tanto da essere una delle specie fungine più coltivate e conosciute nel mondo.

 

pleurotus ostreatus
Pleurotus ostreatus - Video Scheda
gelone
Pleurotus ostreatus

 

IL MARZUOLO

Prevalentemente in boschi montani, prediligendo gli Abeti in genere ed il Faggio, ma anche sotto Castagno o Quercia, quando a nessuno verrebbe in mente di andare per funghi, quando ancora la rigidità dell'Inverno, sebbene alla fine, avvolge la tranquillità del bosco, quasi sempre nascosto sotto il muschio e le foglie morte, un fungo, biancastro con sfumature grigio-piombo, occupa la scena del risveglio della natura. Dal terreno emerge soltanto parte del cappello grigiastro : è il Marzuolo, il Dormiente, insomma l'Hygrophorus marzuolus che prende il nome proprio dal mese nel quale raggiunge il massimo della vitalità. Si affaccia già a Febbraio e si intrattiene fino a tutto Aprile, raramente è ancora presente nei primi giorni di Maggio, complice, ovviamente, la situazione metereologica e l'altitudine. E' il fungo-ponte tra l'Inverno e la primavera. Possiede carne soda e compatta, leggermente fibrosa, ma dal sapore dolce e delicato. L'odore è tenue ma potrebbe cambiare, negli esemplari adulti, diventando, a volte, addirittura sgradevole. E' generalmente considerato uno dei migliori commestibili, ricercato ed apprezzato. Dato il particolare periodo di crescita è estremamente improbabile la confusione con altri funghi. La dove è presente cresce in gruppi molto numerosi, dispensando grandi soddisfazioni al raccoglitore che assapora, con lui, l'inizio di una nuova proficua stagione. Ho detto "...la dove è presente", perchè non lo si trova ovunque, in alcune regioni è assolutamente assente e cresce, abbondante, solo in pochissime e circoscritte zone d'Italia. Si trova sicuramente in Emilia romagna, in Toscana (sopratutto nella provincia di Pistoia), in Lombardia e nel Trentino Alto Adige. Nelle altre zone può apparire con carattere di rarità. Il suo straordinario mimetismo protegge e garantisce la riproduzione della specie, ma la natura, purtroppo, non ha calcolato la presenza (assai diffusa) di una razza di imbecilli chiamata "uomo" che, per accaparrarsi il gustoso fungo, non esita a fare uso di rastrelli con conseguenze sul micelio, che noi tutti ben conosciamo. Insomma, un fungo per intenditori appassionati.

Hygrophorus marzuolus marzuolo
Hygrophorus marzuolus - Video Scheda Hygrophorus marzuolus (Marzuolo)

 


LE PIANTE DEL MARZUOLO (Hygrophorus marzuolus)

 

Faggio
Faggio (Fagus sylvatica)

Abete rosso (Picea abies)

 

 

IL BENEMERITO (Leccinum lepidum)

Secondo me, un discorso a parte, lo merita quel "troppo spesso bistrattato" Leccinum lepidum. Questo bellissimo fungo dal gambo giallo, molto appariscente, "illumina" il bosco di Leccio, quando tutti gli altri hanno, gia da tempo, abbandonato la scena. Questo benemerito, dovrebbe diventare l'emblema del Santo protettore dei fungaioli, se non altro, perchè evita, con la sua straordinaria presenza, numerose e prolungate "crisi di astinenza" tra i micodipendenti del Lazio tutto. Questo "signore dell'Inverno", appare in Autunno, fruttifica per tutto l'inverno e si trattiene anche per la Primavera... più di così! Oltre ad essere così gratificante per gli incalliti cercatori, è anche molto bello a vedersi e, da giovane, ha la stessa fisionomia (colore a parte) del Boletus aereus. Sembra proprio di trovare un porcino a tutti gli effetti, magari a Natale! Non è fantastico? Mi sento in dovere di aggiungere che, anche nel piatto, fa la sua bella figura. La sua carne molto compatta e "appena" scurente alla cottura, gratifica il palato con un sapore pieno e delicato. Popola le Pinete miste al Leccio (Quercus ilex) che troviamo facilmente lungo il litorale Laziale. Unico inconveniente delle passeggiate autunnali nelle Pinete è la Trombicula autunnalis, un acaro maledetto che ti riempie di "pizzichi" molto pruriginosi che, per qualche giorno, ti fa grattare in continuazione. Per fortuna non è pericoloso e non crea conseguenze, se non quelle del fastidioso prurito.

Leccinum lepidum
Quadraccia (Leccinum lepidum) - Video Scheda
Leccinum lepidum
Quadraccia (Leccinum lepidum)