Lepista nuda

( Agarico violetto ) 

Periodo di crescita : ( Tardo Autunno ) Alberi : ( Aghifoglie e latifoglie ) Famiglia : ( Tricholomatacee ) 

Cappello
        
Più o meno convesso, inizialmente quasi conico,infine disteso, margine involuto all'inizio
Gambo Cilindrico, base solo leggermente ingrossata, superficie pruinoso-striata concolore al cappello 
Lamelle Fitte, uncinate, di colore violetto, poi meno intensamente colorate 

Carne  
Odore
Sapore

Bluastra, con forte odore caratteristico, profumato, gradevole.  
AnelloAssente 
Volva Non presente.
Habitat 

Ai primi freddi autunnali e fino all'inizio dell'inverno (inoltrato, se il clima non è troppo rigido), raramente in primavera.Sia nei boschi che ai margini, nel terreno ricco di humus, erba, foglie o aghi morti umidi.

  
NOTA : 

Nota anche come  agarico violetto, è fungo tardo autunnale, molto ricercato e apprezzato da molti, altri, invece, trovano che sia dotato di un odore troppo intenso e lo considerano un fungo poco gradevole al palato.Il suo riconoscimento  facilitato dalle colorazioni viola intense. Si presta molto bene alla coltivazione, ma in Italia è un fungo sconosciuto ai più. Si trova in gruppi anche numerosi disposti in modo circolare (nei cosiddetti "cerchi delle streghe").
Attenzione! è vivamente sconsigliata la raccolta  ai meno esperti, in quanto facilmente confondibile con alcune specie tossiche o sospette del genere Cortinarius.

    BUON COMMESTIBILE

  micoweb - Lepista nuda - agarico violetto 

Le radici degli alberi sono in grado di associarsi con alcuni funghi terricoli dando così luogo alle micorrize. I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, aiutandole ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo. Essi ricevono in cambio, materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine). Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta anche di cento volte la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice.