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( Prugnolo, Fungo di San Giorgio ) | Periodo di crescita : | ( da Aprile a Maggio ) | Alberi : | ( ) | Famiglia : | ( Tricholomatacee ) |
Cappello | Carnoso, liscio e morbido, da emisferico a pianeggiante con largo umbone. Dal biancastro al crema, grigiastro, nocciola, giallo o bruno-rossastro. | | Gambo | Cilindrico, tozzo, robusto, fibrilloso, pieno, a volte arcuato, più ingrossato al piede. Biancastro, ocraceo verso la base. | | Lamelle | Fitte, poco alte, arrotondate o erose presso il gambo al quale non aderiscono, di colore bianco o crema | Carne Odore Sapore | Massiccia e soda, bianca, con odore forte di farina e sapore gustoso che ricorda il cetriolo. Odore di Farina. | | Anello | Non presente. | | Volva | Non presente. | | Habitat | In primavera-estate, in gruppi che formano cerchi, nei prati e nei pascoli, negli spazi aperti dei boschi radi, sotto i cespugli (spesso di biancospino) che limitano il bosco. | | | | | NOTA : | Ben conosciuto e apprezzato specialmente in Liguria, dove fa la sua prima comparsa, sui banchi dei mercati cittadini, a Maggio, é molto più conosciuto come Tricholoma georgii o semplicemente fungo di San Giorgio; tale nome è legato alle sue prime apparizioni coincidenti con la ricorrenza cristiana, che cade il 23 aprile. E' un ottimo fungo commestibile, che presenta molto spesso la caratteristica crescita a circoli. Sempre costante ed utile al suo riconoscimento è anche il caratteristico odore di farina fresca; si ricorda comunque che un solo carattere non è mai sufficiente per determinare con sicurezza un fungo! | | | OTTIMO COMMESTIBILE |
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Le radici degli alberi sono in grado di associarsi con alcuni funghi terricoli dando così luogo alle micorrize. I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, aiutandole ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo. Essi ricevono in cambio, materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine). Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta anche di cento volte la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice. |
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