Boletus edulis

( Porcino della castagna ) 

Periodo di crescita : ( da Luglio a Ottobre ) Alberi : ( Faggio, Abete, Pino ) Famiglia : ( Boletacee ) 

Cappello
        

Nocciola, bruno-fulvo o bruno grigiastro, a volte anche biancastro spesso con margine più chiaro delimitato da un permanente filo bianco. 

Gambo 

Forma quasi sempre clavata o obesa, robusto e sodo; colore biancastro, con reticolo concolore limitato alla parte alta dello stipite 

Tubuli 

Bianchi poi gialli ed infine verde oliva, lunghi e relativamente fini, liberi o arrotondati al gambo, immutabili al tocco. 

Carne  
Odore
Sapore

Soda e compatta da giovane, poi molle a maturazione, bianca, appena bruno rossastra sotto la cuticola, immutabile. Odore delicato e gradevole.

PoriPori piccoli, concolori ai tubuli.  
Volva Non presente.
Habitat Fungo estivo-autunnale. Molto comune, cresce sia in boschi di conifere sia di latifoglie. Predilige  
  
NOTA : 

E' il "Suillus" degli antichi Romani, é il vero porcino. Non é mai stato trovato sotto il Larice e non può essere coltivato, in quanto fungo micorrizico, il cui micelio, cioé, vive in simbiosi con l'apparato radicale delle altre specie arboree. È probabilmente questo il boleto più conosciuto, ricercatissimo in ogni parte d'Italia e da tutti apprezzato. In effetti questa specie viene probabilmente confusa, da molti, con altre specie dello stesso gruppo e sono una minoranza i raccoglitori che distinguono con sicurezza le   varie specie di porcino. La caratteristica più importante per il riconoscimento di Boletus edulis è probabilmente l'aspetto del cappello, con la tipica cuticola rugolosa e umida, non vellutata; anche la presenza di una sottile zona bianca nell'immediata vicinanza del bordo è un importante tratto diagnostico.

    OTTIMO COMMESTIBILE

  micoweb - Boletus edulis - brisa - porcino della castagna 

Le radici degli alberi sono in grado di associarsi con alcuni funghi terricoli dando così luogo alle micorrize. I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, aiutandole ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo. Essi ricevono in cambio, materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine). Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta anche di cento volte la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice.