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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
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CACCIATORI DI FUNGHI

Cortinarius orellanus Fr.
Sinonimi :
Cortinarius rutilans Quél.
Dermocybe orellana (Fr.) Ricken

 Video scheda


Etimologia
: Dal latino Cortinarius = attinente alle cortine, per i caratteristici residui del velo parziale e "orellanus" da Bixia orellana, pianta da cui si estrae un colorante arancio ruggine.

fungo velenoso mortale

 


Il Cappello prima convesso campanulato poi spianato fino a disteso, con piccolo umbone. Carnoso al disco, sottile al bordo. Margine sinuoso-lobato, spesso rotto radialmente. La Cuticola è spessa, ben separabile dalla carne, di colore rosso-arancio, fulvo-rossastro, con la superficie debolmente vellutata e ricoperta da fini squamette granuliformi concolori al cappello, anche fibrilloso.
Le Lamelle sono adnato subdecorrenti per un dentino, rade, abbastanza larghe e spesse, ventricose, intercalate da numerose lamellule, di colore giallo aranciato fulvastro, poi, con la maturazione delle spore, fulvo brunastro ruggine o color cannella, con il filo più o meno concolore.
Il Gambo è cilindrico, spesso attenuato al piede, diritto o flessuoso. Compatto, pieno o farcito, fibroso. Giallastro (soprattutto all’apice) , poi generalmente giallo ocraceo ruggine, molto simile al cappello, più giallo, nella parte alta, percorso da fibrille longitudinali . Cortina effimera prima crema giallo sporco, poi fulvo brunastra. La carne è soda poi bambagiosa nel cappello, fibrosa nel gambo. Di colore giallo fulvo, più gialla nel centro del gambo e altrove più scura, con tonalità ruggine sotto la cuticola. Odore debolmente rafanoide, Sapore acidulo, appena dolciastro. Reperibile in Estate e in Autunno, sul terreno, nei boschi asciutti di latifoglie, prediligendo terreni silicei in zone mediterranee. VELENOSO MORTALE provoca sindrome Orellanica. C. orellanus contiene una quantità maggiore di orellanina rispetto a Cortinarius speciosissimus e per questo motivo è decisamente più velenoso.

Specie molto pericolosa, VELENOSA MORTALE. Molti anni fa era ancora (ovviamente a torto) considerato un fungo commestibile, proprio a causa della sintomatologia che si presenta molto tardi, anche dopo 15 giorni e quindi difficilmente riconducibile a quel pasto lontano. Solo dopo un clamoroso avvelenamento di massa verificatosi in Polonia con numerosi decessi, si è scoperta la tossina in esso contenuta (Orellanina) i cui effetti sui reni si manifestano anche dopo 14/15 giorni di incubazione. Non molto comune, ma nemmeno raro, è comunque presente in qusi tutto il territorio Nazionale, fedele ai luoghi di crescita. E’ una specie infida proprio perché i sintomi dell’intossicazione si manifestano dopo moltissimi giorni, quando ormai le tossine hanno già svolto la loro azione distruttiva. C.orellanus è caratterizzato da un portamento abbastanza robusto. Con un cappello bruno arancione, mattone, squamuloso, con lamelle abbastanza spaziate e subconcolori al cappello, gambo giallastro ed modore rafanoide. Specie simile: C. orellanoides Henry ( = C. speciosissimus Kuhner & Romagnesi,), specie delle peccete umide e delle torbiere, che ha colorazioni analoghe, ma con cappello conico-campanulato umbonato ed il gambo con delle decorazioni caratteristiche costituite da bande giallastre disposte a zig-zag, che ha un identico grado di tossicità. Viene vagamente confuso da alcuni con i Chroogomphus sp., (C.rutilus e C.helveticus), che a in alcune zone vengono consumati .

avvelenamento da funghiSINDROME ORELLANICA
- La pericolosità di questa sindrome è stata scoperta a seguito di ripetuti avvelenamenti di massa avvenuti inizialmente in Polonia negli anni 1952, 1955 e 1957, dove il Cortinarius orellanus veniva venduto sui mercati di Varsavia. Questa vendita provocò 200 intossicati e più di 30 decessi. Si deve al micologo polacco Staninslaw Gryzmala l’aver capito che, l’ingestione di questa specie, comportava l’insorgenza di una sindrome nefrocitotossica tristemente nota come “sindrome orellanica”. Gryzmala studiò approfonditamente il caso e riuscì ad isolare la tossina responsabile di questa sindrome che chiamò : orellanina. Dopo una fase iniziale, piuttosto lunga, che può andare dalle 8 - 10 ore fino a 2 o 3 giorni, inizia la fase gastroenterica, caratterizzata da un lieve stato di malessere, inappetenza, nausea e senso di stanchezza generale. A questa fase, transitoria, segue un periodo di remissione di una decina di giorni, ma che può arrivare fino a 20. Dopo questa prima fase, che può anche sfuggire all’osservazione per la lieve sintomatologia, si manifesta l’insufficienza renale acuta. L’insufficienza renale non è costantemente presente, dipende dalla predisposizione individuale, da una nefropatia preesistente e dalla dose totale di tossine ingerite. La diagnosi può essere difficile a causa di un tempo di latenza lungo fra l’ingestione e le prime manifestazioni cliniche. Non esiste trattamento antidotico specifico. L’irreversibilità dell’insufficienza renale, obbliga il paziente che sopravvive alla fase acuta, ad una dialisi a vita o al trapianto renale quando possibile.

 


sporata Cortinarius orellanus
Cortinarius speciosissimus Cortinarius speciosissimus
Cortinarius speciosissimus Cortinarius speciosissimus
Cortinarius speciosissimus Cortinarius speciosissimus

Foto di "Virescens" - Copyright ® Micoweb.it -  " Cortinarius orellanus "