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COME SI CHIAMA QUESTO FUNGO?
Scopri come si chiamano i funghi che trovi nel bosco.Ti aiuteranno Micologi e fungaioli superesperti!
PRIMI PASSI NEL MONDO DEI FUNGHI
Un guida pratica,per principianti (e non), nell'introduzione al mondo fantastico dei funghi...
ERBE, FIORI, FRUTTI E PIANTE DEL BOSCO
Condividi l'esperienza del ritrovamento di ogni erba,fiore, frutto o pianta che incontri nelle tue passeggiate nel bosco!
LA PESCA IN MARE E IN ACQUA DOLCE
Le avventure di pesca dei fungaroli / pescatori! Prede e tecniche di pesca.
LE NOSTRE ESCURSIONI A FUNGHI
Le avventure escursionistiche di "Caccia al fungo" con i nostri amici del Forum!
VIDEO SCHEDE FUNGHI
Le schede dei funghi trattati, sono tutte arricchite da un video in HD, girato nel bosco. micologia e natura
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CACCIATORI DI FUNGHI

CENNI DI MICOLOGIA

Il regno dei funghi è vastissimo e comprende specie che vivonono e proliferano negli habitat più disparati. Dai Lieviti alle macro specie si caratterizzano per le diverse abitudini di adattamento : alcuni hanno rapporti simbiotici, estremamente benefici per entrambi, con piante vive, altri si insinuano nella pianta, ne succhiano la sostanza indebolendola e portandola inevitavilmente alla morte. Tutti, però, hanno un ruolo importantissimo negli equilibri del nostro ecosistema.
Fino a non molto tempo fa, i Funghi erano considerati delle forme di vita vegetale inferiori e venivano, perciò, studiati nell'ambito della botanica, come vegetali... oggi sappiamo che non è più così. Si ritiene che vadano inseriti in un gruppo a se stante, a metà strada tra il regno animale e quello vegetale. Questo perchè presentano caratteristiche ora dell'uno, ora dell'altro. Verrebbe spontaneo, a prima vista, posizionarli nel mondo vegetale, ma non hanno clorofilla. Al contrario, sono costretti (come gli animali) a procurarsi il nutrimento attraverso sostanze prodotte da altri (vegetali putrescenti, materiale in decomposizione), inoltre, le loro pareti cellulari contengono "Chitina" che è un tipico componente dell'esoscheletro degli insetti. Le stime più recenti fissano il numero di specie fungine esistenti in : 1.500.000 (si avete letto bene un milione cinquecentomila). Solo 80.000, fra queste, sono state opprtunamente studiate (meno del 5%). Molte di queste specie si trovano nelle foreste Tropicali tipicamente pluviali.
CENNI STORICI
La scienza che studia questo vastissimo mondo è la Micologia, una scienza relativamente recente. Il  termine deriva dal greco "mikes" = fungo. Micologia = studio dei funghi. Questa scienza ha avuto il suo precursore in Teofrasto da Ereso (370-287 a,C.), nativo dell’isola di Lesbo e discepolo di Aristotele. Le sue prime rudimentali definizioni riguardo ai funghi, peraltro considerati piante imperfette perchè prive di radici, fiori o frutti, riguardano l'indicazione di quattro tipi : i funghi sotterranei, i funghi terricoli a cappello e gambo, i funghi sessili e a forma cava e i funghi a forma rotonda. Teofrasto, però, fu anche il primo ad intuire (tra le prime incerte, confuse e spesso errate idee) che i funghi si riproducono eliminando dei "semi" (che la scienza moderna chiama "spore") rompendo così, di fatto, quell'alone di magico mistero, che avvolgeva, a quei tempi, la nascita o, comunque, l'apparizione di un fungo. Quella di Teofrasto, risultò essere, per molti anni una mera teoria, poichè non era e, non poteva, essere ancora dimostrata. Solo molti secoli più tardi e, per mezzo del Microscopio, l'idea del vecchio studioso potè essere confermata. Non è facile reperire informazioni attendibili dall'antichità, poichè, anche quelle che ci sono, risultano quasi sempre ammantate di credenze popolari e superstizione, evidentemente favorite dalla natura stessa del fungo e della sua origine, allora sconosciuta. l’improvviso suo apparire e il breve ciclo della sua vita, il rapido corrompersi come la carne degli animali, la sua velenosità, hanno sicuramente iPlinio il vecchio nfluito sulle conclusioni magiche degli abitanti dell'epoca. Gaio Plinio Secondo, meglio conosciuto come Plinio il vecchio (23/24-79 d.C.), fu, forse, il più grande poichè, oltre ad aver lasciato la sua "Historia naturalis" in 37 libri (la quintessenza del sapere naturalistico del tempo) arrivò ad avere delle intuizioni straordinarie anche se, a volte, mescolate con le "stravaganze" dell'epoca. Pensate che arrivò a sconsigliare l’uso dei "Boleti", che per gli antichi Romani, però, erano gli Ovoli (Amanita caesarea), perchè facilmente scambiabili con specie velenose ed indica, in maniera inequivocabile il fungo che noi ora chiamiamo Amanita muscaria.Determina l'origine delle verruche: "altro non sono che i residui del velo" ed è il primo ad usare il termine "volva" nel suo vero significato micologico. Però poi si perde nella superstizione e avverte che i funghi possono diventare velenosi se nascono:
- in vicinanza di chiodi da scarpa, ferri arrugginiti o panni fradici;
- nelle vicinanze di tane di serpente, perché è loro prerogativa assorbire qualunque tipo di sostanza velenosa... rimane comunque un grande.

Pier Andrea Cesalpino Pier Andrea Cesalpino (1525 -1603), aretino, professore all’università di Pisa, è il primo botanico che parla specificamente di funghi, risentendo, ovviamente, degli errori dei suoi tempi. Fino al Seicento nessuno sente la necessità di indagare sulla riproduzione dei funghi, pur avendo intuito trattarsi di vegetali del tutto particolari. Pertanto, era opinione diffusa che i funghi nascessero per generazione spontanea, senza seme. Paolo Silvio Boccone (1633 - 1704). Palermitano di Paolo Bocconenobile famiglia, va menzionato perché, nello studio dei funghi, sostituì descrizioni analitiche con la rappresentazione per disegni, scelta molto opportuna... Pier Antonio Micheli (Firenze,1679 - 1753), il capostipite della moderna Micologia. Il grande merito dello studioso, è nelle intuizioni di biologia fungina. Egli è sicuramente il primo a dimostrare che, anche i funghi, si riproducono per seme e non per generazione spontanea. Il concetto di primordio,da Pierantonio MicheliLui espresso, è chiarissimo come del resto, del velo generale e dello sviluppo dei giovani carpofori, "tutti questi funghi, avanti che facessero vedere la loro forma di fungo, stavano involti dentro un guscio o spoglia, la quale in alcune specie di essi, col crescere che facevano, si disperdeva in alcuni in polvere, in altri in forfora, in altri in lanuggine, e finalmente in altri in piccoli pezzetti, i quali restavano permanentemente sul cappello dei medesimi".
Non solo, andando avanti con lo studio, capì che la sede della riproduzione  risiedeva nella faccia inferiore del cappello...
Carlo Linneo (Carl Von Linnè) (1707 - 1778) autore del Systema naturae (1735),Carl Von Linneo viene universalmente riconosciuto come il più grande botanico di tutti i tempi. Egli ordinò, in maniera definitiva e ancora valida ai giorni nostri, tutti i vegetali sulla base di un principio universalmente applicabile. Basò il suo sistema sull'elemento sessuale delle piante e, per la classificazione di un vegetale, inventò il sistema dicotomico, detto anche binomio, composto da un nome (genere) seguito da un appellativo (specie). Grande ed insuperato nella botanica in genere, Linneo non fece progressi nella micologia perché non usò il microscopio e non fu in grado di applicare ai funghi la stessa ricerca, sugli elementi sessuali, come per le Pierre Bulliardpiante. Pierre Bulliard (1752 - 1793) "Histoire des Champignons de la France", in due volumi creò un capolavoro iconografico: centinaia di tavole splendidamente colorate con un sistema di incisione e riproduzione da lui stesso inventato. Elias Fries (Svezia, 1794 - 1878), è unanimemente riconosciuto come il padre ed il massimo esponente della modernaElias Fries micologia. Bisognava inventare un nuovo efficace sistema di classificazione sulla base di caratteri univoci dei funghi e Lui lo fece. La Sua opera fondamentale è il "Systema mycologicum" (1821 - 1832). Il successo del Fries fu immenso, tanto che le sue denominazioni furono adottate dal Congresso botanico internazionale di Bruxelles (1910) come base della nomenclatura micologica moderna. Ancora oggi, il sistema micologico Friesiano, pur se basato esclusivamente su caratteri morfologici macroscopici, continua ad essere aiuto indispensabile per chi vuole dedicarsi allo studio dei funghi superiori. Lo stesso Giacomo Bresadola si mantenne sostanzialmente fedele alla sistematica del Fries. Carlo Vittadini (1800 - 1865) nacque a Monticelli, frazione di S. Donato Milanese da modesti agricoltori, studiò prima a Milano e poi all’Università di Pavia, dove si laureò in medicina. Compone il "Tentamen mycologicum seu Amanitarum illustratio‡6quot; un saggio micologico sulla illustrazione delle Amanite. Descrive 14 specie di Amanita da lui ritrovate e fra queste la  Amanita vittadinii Moretti, che egli descrive solitaria, amante delle zone umide e di sospetta commestibilità.
IL REGNO DEI FUNGHI
Un tempo tutti gli esseri viventi venivano classificati in due regni, quello vegetale e quello animale. I primi erano rappresentati da soggetti in grado di operare la  fotosintesi, dei secondi facevano parte soggetti in grado di effettuare spostamenti, quindi di muoversi. Con l'inevitabile sviluppo delle conoscenze Biologiche, questa classificazione diventava insufficiente e si imponeva necessariamente una più articolata suddivisione. Haeckel, nel 1866 propone il terzo regno. Nel 1938 diventano quattro con Copeland che aggiunge i Batteri. Whittaker, nel 1959 propone il quinto regno, quello che ha poi incontrato la piu ampia diffusione. Questa suddivisione è basata sopratutto in base al tipo di nutrizione. Infatti, è proprio dal punto di vista nutrizionale, che i Funghi differiscono dalle piante provviste di clorofilla e non sono nemmeno in grado di produrre la fotosintesi clorofilliana, al fine di produrre i carboidrati necessari alla loro sopravvivenza. Inoltre, i funghi, installano il Micelio nei substrati ricchi di sostanza organica. Quindi assorbono il nutrimento dall'ambiente, per assorbimento diretto, attraverso la parete cellulare. In questo modo, i Funghi, svolgono un importante compito di utilità per l'ecosistema, rimineralizzando la sostanza organica. E' facile, quindi, immaginare la grande importaza ecologica che detengono i Funghi e quanto sia importante rispettarli e proteggerli, indipendentemente dal loro eventuale valore alimentare o tossicità.
LA RIPRODUZIONE
La "polvere sporale", facilmente osservabile lasciando per qualche ora il cappello del Fungo con l'Imenio appoggiato su di un foglio di carta, è costituita da milioni di "Spore", piccolissime cellule di qualche millesimo di millimetro (micron), capaci di germinare e dare vita a nuovi soggetti. Il procedimento  Biologico inizia quando la spora, trovandosi in un substrato idoneo ricco di sostanze nutritive ed in particolari ideali condizioni di temperatura ed umidità, inizia la sua germinazione producendo un sottile filamento detto "ifa". Le Ife, intrecciandosi, ramificandosi e diffondendosi nel terreno, danno origine al "Micelio". Affinchè nasca un Fungo, è necessario che, due Miceli primari della stessa specie, vengano a contatto e si comportino, uno come Micelio maschile e, l'altro, come femminile, fondendosi, così, nel cosidetto Micelio secondario. il quale, in condizioni ideali di umidità e temperatura, produrrà un corpo fruttifero destinato alla continuazione della specie, per mezzo della diffusione dele Spore. Le dimensioni ridottissime delle spore, fanno sì che possano essere osservate individualmente, solo attraverso l'uso del Microscopio, diversamente, se depositate in quantità, magagari su un foglio di carta, è possibile vederne anche il colore. La necesaria dispersione delle Spore, avviene principalmente con l'ausilio del vento, che, data la loro straordinaria leggerezza, può trasportarle a decine di chilometri di distanza. Altro modo in cui vengono disperse è il trasporto passivo da parte di molti insetti venuti a contatto con il Fungo per i motivi più disparati. Anche qualche animale contribuisce all'operazione (coniglio selvatico, Cinghiale) nutrendosi occasionalmente di Funghi e rilasciandone le Spore indigerite per mezzo degli escrementi. Moltissime sono le Spore disseminate sul territorio, ma pochissime troveranno le condizioni ottimali per riprodursi.
La riproduzione avviene essenzialmente in due modi, quello asessuato e quello sessuato. Al primo caso appartengono, di massima,  le specie più semplici dei Funghi, molto spesso unicellulari, un esempio per tutti : i lieviti. Il più comune dei modi è quello della scissione cellulare, dove una cellula "madre" si scinde in due cellule "figlie", aventi, ovviamente, lo stesso patrimonio genetico. La riproduzione di questi funghi è, in genere, molto veloce. Nei "nostri" funghi, avviene mediante formazione, lungo le Ife, di cellule particolari chiamate "Conidi", per mezzo delle quali si sviluppa il Micelio secondario pronto per la fruttificazione. l'Agaricus bisporus (il comune Prataiolo), è un classico esempio di Fungo che produce spore in grado di produrre diretamente il Micelio secondario, semplificando ed accelerando, così, il ciclo riproduttivo. Nella riproduzione Sessuata, è necessario che vengano prodotte spore con polarità sessuale in grado di originare il Micelio primario. Successivamente l'incontro delle due Ife del Micelio primario, di polarità opposta, darà origine al Micelio secondario. La riproduzione sessuata è molto importante, in quanto garantisce il ricambio del Patrimonio Genetico che permetterà una maggiore adattabilità della specie.
COME VIVONO I FUNGHI
Poichè sprovvisti di clorofilla e di ogni altro pigmento fotosintetico, sono costretti a dipendere da alimenti organici già elaborati. Il loro sviluppo è evidentemente legato alle piante, a residui animali e sostanze di rifiuto.
FUNGHI SAPROFITI
La stragrande maggioranza di funghi cresce su residui in fase di decomposizione, su ceppaie marcescenti, rami secchi in fase di decomposizione, strame di foglie secche, letame e sterco degli animali presenti nel bosco. La costante opera di degradazione e mineralizzazione delle sostanze organiche è evidentemente molto utile al mantenimento ottimale dell'ecosistema boschivo. Provate ad immaginare cosa sarebbero, oggi, le foreste, senza questa utilissima opera dei Funghi... di tutti i funghi, non solo quelli buoni da mangiare.
FUNGHI PARASSITI
Sono funghi che vivono alle spalle di organismi vegetali vivi. A farne le spese, molto spesso, sono i grandi alberi, "attaccati" dalle Spore che si insinuano in eventuali ferite della corteccia o dei rami. Altre volte, invece, responsabili del "contagio" sono insetti xilofagi che, scavando gallerie nel legno dell'albero, depositano anche le Spore fungine. Il Micelio che si viene a formare a seguito dell contatto della spora con il tessuto interno della pianta, si insinua nel tessuto linfatico formando un intricato labirinto di Ife (proprio come nel terreno) che succhiano senza pietà, la linfa vitale dell'albero e causandone il rapido deperimento e, spesso, la morte.
Tra i funghi Saprofiti ed i Funghi Parassiti, non esiste una netta separazione di attività poichè, molti funghi parassiti, sanno trasformarsi, all'abbisogna, in Saprofiti: un esempio per tutti l'Armillaria mellea (il comune Chiodino) che, dopo aver  sfruttato fino alla fine le risorse del suo ospite, quando la pianta muore, continua a cibarsene fino alla sua completa distruzione.
FUNGHI SIMBIONTI
Questi sono quelli che ci sono più simpatici... Numerosissimi funghi, per poter vivere e svilupparsi, hanno bisogno che le loro Ife si uniscano alle radichette degli alberi. Questo fenomeno è denominato : Simbiosi Micorrizica ed è straordinariamente importante per la comprensione dell'ecologia fungina. Quando il Micelio, nella sua espansione, incontra la radice di un albero, la avviluppa completamente (ectomicorriza), oppure penetra, addirittura, al suo interno con dei sottilissimi filamenti (endomicorrira%Q. Così facendo, riesce a sottrarre alla pianta, gli zuccheri e le altre sostanze necesarie alla sua crescita.
HABITAT
I
Funghi si trovano in tutto il mondo. Le specie fungine sono talmente numerose che si possono trovare ovunque. Alcuni vivono nell'acqua, altri proliferano senza problemi nel buio più totale, altri sopravvivono al caldo o freddo a temperature proibitive. Ci sono funghi che tollerano il calore fino a 55 gradi e altri che vivono a 60 gradi sotto zero. Per noi appassionati raccoglitori e naturalisti è molto importante sapere su quali terreni ed in associazione a quali alberi, si potranno trovare le specie di maggiore interesse...e non soltanto dal punto di vista gastronomico.
BOSCO
Esistono in natura tre fondamentali tipologie di Bosco : di Latifoglie, di Conifere e misto ed ognuna di queste ospiterà diverse specie di Funghi. Su terreni alcalini, colonizzati sopratutto da Frassini, saranno presenti specie non micorrize come le Lepiota. Un terreno acido e ricco di Torba con Betulle e Faggi, invece, ospiterà, per lo più, funghi micorrizi come i Boleti, Amanite e Russole. I terreni ricchi di minerali lungo i sentieri o al lato dei fosati ospiteranno : Lepiota, Psathyrella e Peziza.
Conifere
La maggior parte delle Conifere (alberi a legno tenero) hanno rapporti di Micorriza con diversi funghi e, qualche fungo, ha rapporti con un solo tipo

Abete

Abete rosso Ginepro

Larice

Pino

Pino cembro

Pino domestico

Pino daleppo

Pino silvestre

Pioppo

di conifera. Riconoscere le piante, quindi, rappresenta anche un valido aiuto per la ricerca e la raccolta.
Ubiquitario delle Coniferete è l'Albatrellus ovinus.  Grande attenzione deve essere data alle Pinete, all'ombra delle quali proliferano svariate qualità di funghi : Amanita pantherina, citrina, spissa, rubescens, vaginata e poi Russula vesca, ochroleuca, caerulea, il Lactarius delicious e ancora i Tricholomi equestre, sulphureum, saponaceum e colossus. Il Boletus pinicola e il chrysenteron, infine, il Suillus granulatus e  luteus... tutte specie legate biologicamente al Pino.
Nelle Peccete
, foreste di Abete rosso : Amanita muscaria, rubescens, pantherina e porphiria, Rusula emetica, vesca,
mustellina, xerampellina, nigricans, integra, e anche Lactarius delicious e camphoratus, mitissimus e scrobicolatus.
Alcuni tipi di Cortinarius e l'ottimo Cantharellus cibarius.
Nelle foreste di Larice : Lactarius porninsis, Boletinus cavipes, Suillus elegans e aeruginascens
Latifoglie
Ogni specie arborea tende a portare con se i propri funghi micorrizici.

Betulla

Carpino

Castagno

Cerro

Faggio

Frassino

Nocciolo

Noce

Olmo

Quercia


Nei Pioppeti possiamo trovare l'Amanita rubescens, vari tipi di Lactarius, Russula aeruginea, tricholoma populinum, Suillus
badius, Boletus chrysenteron.
Nei boschi di Farnia e Robinia troveremo : Amanita phalloides, muscaria,  rubescens, alcuni Lactarius, leccinum carpini, Suillus badius, Boletus chrysenteron, edulis e reticulatus.
si trovano : Leccinum carpini, Boletus edulis ed alcuni Lactarius
Nei boschi di Roverella, notoriamente più caldi, sono frequenti : Amanita caesarea, phalloides, Russula virescens, atropurpurea, vesca, alcuni Lactarius, Boletus reticolatus e Boletus aereus
Nei boschi di Castagno, particolarmente ricchi di funghi, abbondano : Amanita muscaria, rubescens, pantherina, spissa,
junquillea, Russula cyanoxantha, lepida, Lactarius piperatus e Lactarius vellereus, Boletus edulis, pinicola, luridus, Suillus badius e negli anfratti dei tronchi tagliati : Fistulina hepatica (lingua di bue).
Nei boschi di Faggio, nonostante un sottobosco relativamente povero, perchè molto ombroso, possiamo trovare : Amanita
phalloides, excelsa, Russula lepida, fellea, Tricholoma pardinum, Boletus regius, Boletus aereus
Oltre alle specie legate evidentemente alle piante di riferimento, troviamo anche specie ubiquitarie che non sono associate ad uno specifico Habitat, bensì piuttosto all'ambiente specifico e allo strato di foglie più o meno in decomposizione, uno per tutti : il Cantharellus cibarius (galletto).
PRATO
Esistono in natura, vari ambienti destinati a Prato : campi di cereali, prati veri e propri, pascoli fertilizzati o meno. In questo ambiente non esiste Micorriza, i funghi crescono per mezzo del letame o della composizione del terreno. Il terreno ferilizzato è adatto a molte specie di funghi, sopratutto Agaricus, Coprinus e Panaeolus che, è risaputo, amano terreni ricchi di sostanza organica. Nel terreno non fertilizzato sono maggiormente presenti : La Clavaria, l'Entoloma e la Hygrocybe. Specie più diffuse nelle zone erbose, spesso simbionti con piante erbacee, troviamo il Pleurotus eryngii (presente sopratutto nell'Italia meridionale) I pascoli con un buon drenaggio del terreno (sabbioso e leggero) ospitano diverse specie. Le lepiote sono dei grandi indicatori del terreno grasso poichè si trovano sempre in terreni ricchi di humus e magari ben concimati. Su questo stesso terreno troviamo spesso : Coprinus atramentarius e comatus ed il famosissimo Prugnolo (Calocybe gambosa). Nel prato albergano anche i generi : Psathyrella, Stropharia, Lacrymaria, Pluteus, Rhodopaxillus e Lycoperdon (Vescia)
LA MACCHIA MEDITERRANEA
E' formazione tipica del nostro paese, sopratuttto delle zone in prossimità del mare ed in modo speciale nella parte meridionale e nelle Isole. Questo habitat non è particolrmente ricco, tuttavia si possono trovare delle specie interessanti : Boletus luridus, Boletus aereus ed Erythropus, poi Lactarius delicious e sanguifluus e, nelle zone più aperte la Lepiota procera (Mazza di tamburo). E' presente anche il velenoso Omphalotus olearius simbionte dell'Olivo selvatico ma non solo.
Troviamo anche l'Hydnum repandum ed il Cantharellus cibarius.