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I funghi instaurano un rapporto simbiotico con le radici, permettendo loro di assorbire, oltre all'acqua, ulteriori elementi nutritivi. I funghi ricevono in cambio le materie organiche a loro necessarie, quali zuccheri, proteine e vitamine. Dove si sviluppano micorrize, gli alberi, sono sicuramente più sani e vigorosi e, comunque, molto meno soggetti allo stress ambientale. L’intreccio di ife, di cui è costituito il fungo, costituisce una fitta rete capillare che aumenta, anche di cento volte, la capacità assorbente della radice. In condizioni particolarmente favorevoli, tale intreccio è così intenso, che, le ife, possono ricoprire la radice. LARICE ( Larix decidua ) Il Larice è una Conifera decidua originaria delle zone montuose europee, molto longeva e a crescita abbastanza rapida, gli esemplari centenari possono raggiungere i 25-35 metri di altezza. Possiede una chioma rada e leggera, conica in gioventù, piramidale in vecchiaia. Ha rami principali sciabolati con le estremità spesso pendule. La corteccia è grigio bruna, sottile nelle piante giovani, ma diviene molto spessa nelle piante vecchie e con grosse placche, esternamente di color grigio cenere, separate da fessure longitudinali bruno rossastre. Le foglie, che poi sono aghi, sono sottili e caduche, addensate in ciuffetti di 30-40 aghi. Sono di colore verde chiaro e giallo oro in autunno.I frutti sono le pigne (o strobili), prima verdi e poi, a maturazione, bruno-chiare, contenenti piccoli semi alati. Gli strobili restano sulla pianta per diversi anni dopo aver liberato i semi alati. Resiste molto bene al freddo invernale, tollera anche i 50 gradi soto zero. Vegeta bene in suolo ben drenato e ha una grande capacità di adattamento che gli consente di sopravvivere anche in condizioni climatiche molto sfavorevoli. È considerata una specie pioniera di aree colpite da disastri naturali. Il Larice predilige luoghi soleggiati e asciutti. Sulle Alpi lo troviamo oltre i 1000 metri e più raramente qua e la nell'Appennino. Il legno del larice, ottimo e ricercato, presenta canali resiniferi ed è discolore: l'alburno è chiaro giallastro mentre il durame è rosso intenso. Immerso in acqua, diviene resistentissimo. La resina, detta trementina di Venezia, viene usata nell' industria delle vernici. La corteccia viene solitamente impiegata per l'estrazíone del Tannino e per lavori di intaglio. La parte interna della corteccia è commestibile sia cruda, sia seccata o polverizzata, mescolata con altri cereali, può essere usata per fare il pane. | | | |
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